«Difendi la tua libertà, inizia a riscrivere la tua vita»

«Le donne nascono con il desiderio di realizzare sogni bellissimi, con la voglia di portare avanti idee e progetti, con l’entusiasmo di costruirsi un futuro sereno e felice. A molte di loro viene impedito di scrivere la propria vita, perchè subiscono atti di violenza dietro un’apparente normalità.La violenza sulle donne è un atto criminale. Se sei vittima o testimone di un atto di violenza, chiama il numero antiviolenza 1522. Difendi la tua libertà, inizia a riscrivere la tua vita.»

Così recita lo spot diffuso dal dicembre 2012 dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per promuovere il numero antiviolenza 1522. La campagna di sensibilizzazione sicuramente punta ad un significato più metaforico che concreto riguardo la riscrittura della propria vita. Per noi del progetto Scrivere Oltre il Silenzio, così come per coloro che animano come studiosi/e e come facilitatori/trici le attività educative della Libera Università dell’Autobiografia, lo scrivere di sè invece è una vera e propria pratica di trasformazione che, nello specifico delle donne che hanno subito violenza, stiamo proponendo ai Centri Antiviolenza che partecipano al progetto.

Ci ha colpito anche la frase «A molte di loro viene impedito di scrivere la propria vita». Durante le interviste di gruppo che abbiamo realizzato come fase iniziale del progetto per capire le attitudini e le esperienze nei confronti della scrittura di donne che hanno subito violenza, alcune partecipanti hanno raccontato che il partner abusante manifestava gelosia e rabbia anche (e a volte soprattutto) nei confronti della loro scrittura: «Non potevo tenere i miei scritti a casa», «Era rischioso avere un diario, lo dovevo nascondere», «Non sapevo in che mani poteva cadere il diario», «Quando lui ha trovato il mio diario, ci sono rimasta male. Mi ha fatto male più che se lo avessi trovato con un’altra donna». In particolare, una donna ha raccontato: «… una volta lui ha letto il mio diario, dove io scrivevo tutte le mie emozioni sulla gravidanza e sul parto, i giorni felici. Quando l’ha letto, ho capito che non avrei dovuto più scrivere i miei sentimenti, così ho smesso. Sono stata molto male, come se qualcuno mi avesse tradito, entrando dentro i miei sentimenti. Ho bruciato il diario».